Hesse -il Giuoco delle Perle di Vetro
[MP3-ITA][Tntvillage.Scambioetico]
Visit this link: More info on this
torrent
Visit this link: All My Torrent
§§ \"Il Piacere\" di Gabriele
D\'Annunzio §§
Letto da: Piero Baldini
Autore: Gabriele D\'Annunzio
Titolo: Il Piacere
Dimensione del file: 217.5 Mb
Formato del file: mp3
Qualità (Bitrate): 64 kbps
lingua: italiano
Genere: Romanzo
Anno prima pubblicazione: 1888
Da: Il 3\' Anello - Ad Alta Voce - Radio
Tre (Aprile 2007)
Legge: Piero Baldini
Introduzione: Maurizio Cucchi
Riduzione: Giovanni Piccioni
a cura di:Fabiana Carobolante e Anna
Antonelli
con la collaborazione di: Annalisa Gaudenzi
- Tracklist -
-
n.21 Capitoli formato mp3
Attenzione di seguito viene svelata parte o
tutta la trama:
La trama del romanzo è apparentemente semplice.
La vicenda comincia quando Andrea incontra, dopo
molti anni e senza avere mai smesso di
desiderarla, una sua antica amante, Elena Muti. A
questo incontro \"memorabile\", segue un ampio
flashback in cui si racconta della precedente vita
dissoluta del giovane Sperelli. Questi, durante il
corteggiamento di una dama, era incorso nelle ire
di un altro amante di lei, il marchese Giannetto
Rùtolo, con il quale Andrea era stato costretto a
misurarsi in duello. Ferito, il conte aveva
passato una lunga convalescenza a Schifanoja,
villa di una sua cugina. Qui incontra Maria Ferres
y Capdevila, moglie del Ministro plenipotenziario
di Guatemala. Anche con questa donna, Andrea
misura le sue capacità di seduttore uscendone
vincitore; ma l\'attrazione per Maria è di
natura opposta a quella che un tempo lo aveva
legato a Elena. Mentre per quest\'ultima la
passione fisica si evolveva «come una lascivia
interamente carnale, come una libidine bassa»,
Maria, «quella creatura così spirituale ed
eletta gli inspirava un senso di devozione e di
sommessione, altissimo». Ma il contrasto,
immaginario e tutto emotivo, fra le due donne non
durerà molto. Finita la convalescenza, Andrea
ritorna ai costumi della sua precedente vita in
una Roma descritta con tratti di un morbido e
sensuale estetismo: «Roma appariva d\'un
color d\'ardesia molto chiaro, con linee un
po\' indecise, come in una pittura dilavata,
sotto un cielo di Claudio Lorenese [...]. Nella
lontananza, nelle alture estreme l\'ardesia
andavasi cangiando in ametista [...]. Su la piazza
l\'obelisco di Pio VI pareva uno stelo
d\'àgata. Tutte le cose prendevano
un\'apparenza più ricca, a quella ricca luce
autunnale. - Divina Roma!».
In questo scenario, di nuovo Andrea incontrerà
Elena e nuovamente vedrà Maria. Proprio
l\'intenso gioco di sovrapposizioni che si
innesca tra la realtà mentale del protagonista e
la realtà delle cose dà corpo e sostanza
all\'intero romanzo. Nel Piacere, infatti, non
si svolge una vera e propria storia, non ci sono
avvenimenti articolati in un ordine precostituito,
se non in minima parte: la storia del Piacere è
tutta \"mentale\", scandita solo dalla sfasatura
dei piani temporali che articolano
un\'improbabile successione di circostanze.
Tutti gli avvenimenti narrati si svolgono tra il
25 marzo del 1885 e il 20 giugno 1887.
L\'autore non manca dì rivelare puntualmente
al lettore le determinazioni temporali che
consentono di comprendere lo svolgersi dei fatti,
cosicché non risulta difficile dividere il
romanzo in tre distinti blocchi narrativi. La
storia inizia in un\'ora pomeridiana del 31
dicembre 1886; poi, per circa cento pagine, con un
ampio racconto retrospettivo (che recupera il
passato fino al 25 marzo 1885) D\'Annunzio
narra come Andrea ed Elena si erano conosciuti e
amati. Il primo blocco finisce quando Andrea,
separatosi da Elena e ripresa la sua vita
abituale, in una radiosa mattina del maggio 1886
viene ferito in duello.
Nel secondo blocco è narrata la convalescenza di
Andrea e il nascere dell\'amore per Maria
Ferres: siamo nel settembre dello stesso anno. Il
9 ottobre, con la partenza di Maria dalla Villa
Schifanoja, termina questo blocco.
Il terzo e ultimo blocco narrativo comprende il
ritorno a Roma di Andrea e tutte le vicende che
porteranno alla conclusione. Accanto a questo
preciso e circoscritto arco temporale, nel romanzo
si dispiega anche il tempo interiore del
protagonista, un tempo che non conosce scansioni
di durata. L\'intreccio dei due livelli
temporali, il loro intersecarsi nella mente dello
Sperelli, ovvero il passaggio continuo dal tempo
presente e oggettivo, cronologìcamente svolto, a
un tempo soggettivo, analogicamente svolto, si
realizza attraverso le immediate connessioni
prodotte dalla memoria involontaria di Andrea, di
quello spirito «acuito dalla consuetudine del
sogno poetico» che vede «nelle forme, ne\'
colori, ne\' suoni, ne\' profumi» le
corrispondenze occulte con un sentimento, con un
pensiero, E proprio una di queste
\"corrispondenze\" a dare l\'abbrivo al
romanzo: «Lorologio della Trinità de\' Monti
suonò le tre e mezzo». Si è, così, nel pieno
del tempo oggettivo perfettamente scandito
dall\'orologio, e anche i gesti e i movimenti
di Andrea vengono seguiti con estrema attenzione
cronologica («Andrea Sperelli si levò dal divano
[...] poi diede alcuni passi [...] si chinò verso
il caminetto, prese le molle per ravvivare il
fuoco, mise sul mucchio ardente un nuovo pezzo di
ginepro»), finché un oggetto, un\'azione non
stimoleranno la memoria del protagonista:
«Proprio innanzi a quel caminetto Elena un
tempo».
Ed è ancora uno di questi giochi mentali di
Andrea che porterà la narrazione verso
l\'esito finale. La compresenza delle due
donne nella sua vita condurrà Sperelli a un
progetto quasi folle: sovrapporre le immagini
erotiche dell\'una a quelle «spirituali»
dell\'altra per giungere all\'elaborazione
mentale di una terza donna che lo sappia portare
fino alla «spiritualizzazione del gaudio
carnale». Ma il progetto miseramente fallisce
quando, durante un incontro con Maria,
all\'amante sfugge il nome di Elena. Infine
Elena e Maria torneranno dai propri mariti: Andrea
rimarrà solo e sconfitto.
Letteraturait

Così come un secolo prima Le ultime lettere di
Jacopo Ortis di Ugo Foscolo aveva diffuso in
Italia la corrente e la sensibilità romantica, Il
piacere e il suo protagonista Andrea Sperelli
introducono nella cultura italiana di fine
Ottocento la tendenza decadente e
l\'Estetismo. Come affermò Benedetto Croce,
con d\'Annunzio \"risuonò nella letteratura
italiana una nota, fino ad allora estranea,
sensualistica, ferina, decadente\", in
contrapposizione al naturalismo ed al positivismo
che in quegli anni sembravano aver ormai
conquistato la letteratura italiana, con la
pubblicazione del Mastro-don Gesualdo di Giovanni
Verga. Per uscire dai canoni del naturalismo,
d\'Annunzio inaugura un tipo di prosa
psicologica, che avrà in seguito un grande
successo e gli permetterà di indagare gli errori
e le contrarietà della vita dell\'\"ultimo
discendente d\'una razza intellettuale\".
Il lessico utilizzato è conforme al
comportamento ed all’educazione da esteta di
Andrea Sperelli: pregiato, quasi artefatto, aulico
e molto elaborato, in particolar modo nella
descrizione degli ambienti e nell’analisi degli
stati d’animo; si prendano ad esempio l’uso di
parole tronche, o le forme arcaiche e letterarie,
come nel caso di articoli e preposizioni
articolate. Anche se l’eloquenza e la
ricercatezza tendono ad appiattire il registro
verbale, come succede per l’uso di metafore e
comparazione che talvolta complicano ed
intensificano momenti carichi di tensione. È
naturale che la sintassi sia prettamente
paratattica, in grado di rafforzare la tendenza
all’elencazione, alla comparazione,
all’anafora e che la prosa sia ricca, allusiva e
musicale, tanto da assumere una funzione
espressiva, non più comunicativa. Non
dimentichiamo che D’Annunzio affida la
narrazione delle vicende ad un narratore
onnisciente in terza persona; che usa fare
riferimenti ad opere letterarie ed artistiche per
conferire un tono più elevato al romanzo, senza
prescindere da vocaboli in inglese, francese e
latino. In ultimo, per smorzare una narrazione
generalmente statica, segnata da un’eccessiva
narrazione che prevale sui dialoghi, e nel
tentativo di coinvolgere il lettore, D’Annunzio
fa uso del flashback.
[da wikipedia]
Fin dalla prima edizione, il romanzo fu
ampiamente criticato ora per le tematiche
\"ardite\", ora per il linguaggio retorico, ora
per un frainteso superomismo ante litteram, ora,
appunto, per l\'esiguità e la banalità della
trama. In anni recenti, Il Piacere ha beneficiato
di un generale ripensamento critico intorno alla
figura e all\'opera tutta di D\'Annunzio.
Si è potuto così valutare più serenamente il
contributo dell\'autore allo svecchiamento
della letteratura italiana in un ambito più
consapevolmente europeo, a cominciare, per
esempio, dalle importanti consonanze con le varie
poetiche del \"simbolo\": «La legge compositiva e
l\'idea di fondo, strutturale, del romanzo,
sono proprio nella doppia faccia che tutto,
situazioni, personaggi, vicende, posseggono. Il
Piacere è, allora, un romanzo che narra
continuamente simboli più che eventi. Il romanzo
si svolge attraverso le corrispondenze simboliche,
che sono tutte contrastive, oppositive, e rivelano
la doppia faccia di ogni cosa, per conseguenza
dell\'intervento del sofisma perenne di
Andrea» (Giorgio Bárberi Squarotti).
Il romanzo, di grande e continuato successo fino
a oggi, è stato tradotto in moltissime lingue.
D\'Annunzio stesso approntò i materiali per
la traduzione in lingua francese (con tìtolo
L\'enfant de volupté) compiuta da Georges
Hérelle.
Un adattamento del romanzo per il cinema muto si
ebbe nell\'agosto del 1918, per la regia di
Amleto Palermi, con Enrico Roma (Andrea),
Vittorina Lepanto (Elena), Evelina Paoli (Maria).
L\'aveva preceduta, nel 1914, una riduzione
per il cinema russo, con la regia di Petr
Cardynin.
Letteraturait
***** °°°° ***** °°°° *****
..::Note::..
Ringrazio:
Il terzo anello, per l\'abook,
le fonti citate per le informazioni riportate
imageshack, che permette di abbellire un poco la
grafica;
e TNTvillage che ci ospita e incentiva;
§§ Buon Ascolto!!! §§
Visit http://www.tntvillage.scambioetico.org/